Oltre a essere un autore, sono anche un lettore, così ecco a voi le recension dei libri che leggo. Non mancano opere di autori e autrici emergenti molto promettenti.
Fino a che non si rende conto di essere cascata in una trappola, sia lei che la sorella, abbandonate dai genitori in una terra a loro completamente sconosciuta, tradite dalle persone più care, prigioniere di un popolo e di una religione che non appartengono alle loro vite, dove il velo si scopre essere soltanto uno dei tanti modi per recludere una donna.
Giuseppe rimane stupito dall'esuberanza della ragazzina con atteggiamenti da donna, e nonostante inizialmente sia restio a iniziare una relazione con lei, alla fine cede. I due iniziano così a frequentarsi. Inizialmente è solo sesso per entrambi, ma pian piano sboccia il sentimento, e prima ancora che Giuseppe possa fare qualcosa, si ritroverà ad amarla, scoprendo un sentimento mai provato prima.
I suoi viaggi lo portano così ad aprire la mente, scoprendosi ormai inadatto a tornare a vivere in Italia quando, sul finale del libro, torna in patria, precisamente nel sud del paese: "nella città del nulla e del ritardo". Qui ormai si evidenzia soltanto il nulla delle opportunità lavorative, il ritardo dei mezzi pubblici, il razzismo e la superiorità degli italiani su chiunque possa anche soltanto sembrare diverso.
Scopro così che Gatsby è ricco, talmente ricco da ricevere tutta la New York bene nella sua casa per fare festa ogni fine settimana, ma questo non lo rende meno solo. La realtà è ben diversa, e Gatsby è diventato ciò che è diventato, da ragazzo povero di umili origini a ricchissimo nobiluomo, soltanto per dimostrare al suo grande amore che era possibile tornare indietro, e vivere felicemente insieme.
Tamara e Karima, la prima italiana e l'altra tunisina. Sono loro le donne protagoniste di questo libro, ma non soltanto loro. Man mano che la trama prende forma, durante la lettura, l'autrice ci lascia scoprire i figli di Karima e i loro legami sino a giungere all'inaspettato finale.
Watson, la voce narrante, impara a conoscere Sherlock e lo descrive come un uomo capace di focalizzarsi soltanto su certi ambiti della conoscenza, quelli che si riveleranno utili per portare a termine un indagine e risolvere in pochissimi giorni un caso di omicidio che per i comuni mortali comporterebbe svariate settimane e notti insonni.
Arthur Dent è preoccupato per la demolizione della propria dimora, ormai prossima, ma un amico lo convince a lasciar perdere, lo porta in un pub e gli spiega che non c'è da preoccuparsi per la casa, tanto la terra a sarebbe stata comunque interamente ditrutta.
Comincia tutto con un manoscritto, impresso su carta dal bisnonno e donato, tramite atto notarile, alla pronipote. La donna, ricevendolo, inizia a leggerlo per noi durante tutto il testo. Scopre così le tre diverse storie e quella della propria famiglia, emozionandoci e catapultandoci insieme a lei nel romanzo.
Per i racconti invece ho molto amato "Ugo", una storia semplice e diretta, dove in poche righe si intersecano, la malattia, l'amore per gli animali e quello per i figli. Mentre "Lorenzino" mi ha lasciato a bocca aperta.
L'uomo si trova nella caldissima Lisbona, e sa di avere un appuntamento con un poeta, ma invece di farsi trovare nel luogo indicato per la mezzanotte, si rende conto di esserci per mezzogiorno, così da vedersi costretto a girovagare per la città spagnola facendo gli incontri che delineano il romanzo.
Nonostante sia molto breve, questo libro non si smette mai di leggere, la sua lettura può durare interminabili ore o tutta la vita, perchè si potrebbe trovare un nuovo e illuminante significato sfogliando le sue pagine.
I temi e le situazioni in cui si trova il protagonista sono quelli che possono fare storcere un po' il naso, trascritte come in una sorta di diario che racconta di una vita tragicomica dove il protagonista, di nome Alec, come l'autore stesso, inizia già a soffrire di stati di ansia sin dall'adolescenza, come tanti in fondo.
Tutto ha inizio quando un'intera popolazione di un non definito Stato smette di morire, e l'unica spiegazione logica sta nel fatto che la morte ha smesso di lasciar morire la gente. Inizialmente si potrebbe pensare che sia una bella cosa, ma in realtà i risvolti sono più negativi che positivi.
Lo stesso Bruce Lee trasse utili consigli da questo testo che non smetterà mai di essere un punto di riferimento. Infatti, il maestro di arti marziali e attore, nei suoi film ha abilmente inserito i precetti di Sun Tzu.