Trama
Recensione
La paura di vivere
Dopo aver letto le sue ultime opere, facenti parte della serie del Malombra (La leggenda e Il ritorno) e i due volumi sci-fi action ambientati nella base militare di Sigonella (Files e Secrets), non potevo mancare l'appuntamento nel passato con questo suo romanzo d'esordio.
Il titolo "Il ragazzo che non voleva morire" dice già tutto. Penserete "ovvio che tutti i ragazzi non vogliono morire", infatti è abbastanza normale, anormale è però vivere con l'ossessione per la morte, un'ossessione talmente grave da impedirti di vivere veramente.
L'ipocondria è un male silente, si sta male anche senza un malessere, e si prova una costante paura per ogni cosa possa essere anche soltanto lontanamente pericolosa, che alla fine si riduce tutto in un'unica grande paura: quella di vivere.
Questo è il racconto di un anno intero di vita di Claudio Modica, siciliano che va per la trentina, lavora in uno studio d'architettura a Torino, ha lasciato la sua terra per lavorare al nord Italia e con essa i suoi affetti più cari, che si riducono più che altro alla nonna. I genitori infatti li ha persi in un incidente stradale.
La nonna voleva che il nipote diventasse medico, e Claudio, complice la distanza, è riuscito a farglielo credere, per non dispiacerla troppo. Una volta che la bugia è stata detta però, non ha mai avuto il coraggio di dirle la verità.
La vita di Claudio è questa, l'affetto più caro che ha sembra non conoscerlo veramente, e non ha un vero amore. Infatti i rapporti con le ragazze sono promiscui e non si lega facilmente.
Ma un giorno si sveglia nel letto insieme ad Andrea, una bellissima ragazza di colore. Il punto è che non ricorda come ci è finito e cosa hanno fatto insieme. Sa soltanto che il suo sentimento per lei è molto forte.
Più grande però è la paura di aver preso una qualche malattia infettiva a trasmissione sessuale. Claudio è ipocondriaco e la sua nuova ossessione è l'AIDS.
Questa sua ossessione influisce negativamente sulla propria vita sentimentale e relazionale. Nonostante Claudio provi a combatterle trasgredendo e aprendo le porte al sesso facile, però questa sembra tornare più forte di prima.
Il linguaggio a volte è sopra le righe, come deve essere in una storia che racconta un malessere, una storia in cui mancano gli affetti. Ma la scrittura è sempre quella di Vincenzo, capace di essere scorrevole e al contempo molto attrattiva.
I personaggi che gli gravitano attorno sono ben caratterizzati, come gli amici Marc e Alex, la nonna che gli vuole un mondo di bene, ma anche Andrea stessa che pian piano diventa la co-protagonista, anche lei alle prese con le proprie paure da affrontare.
In conclusione, la paura, è questa paura che tiene incollato il lettore, che lo spinge fino all'ultima pagina sperando che Claudio e Andrea riescano a liberarsi.
Valutazione
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